trio
Nicole&Francesca -3- Sussurri d'Ebano
giorgal73
08.12.2025 |
7.940 |
3
"La mia figa si dilata, sento ogni vena pulsante e ho paura che mi rompa, davvero, ma dopo il primo centimetro l'anello interno si rilassa e mi arrendo, accogliendolo tutta bagnata e vibrante..."
*** FRANCESCA ***Puntuali come due orologi svizzeri, arriviamo davanti alla villa che si erge imponente contro il cielo azzurro. Come due ballerine sincronizzate, scendiamo dalle nostre auto, io dalla mia Mini Cooper rossa fiammante, Nicole dalla sua Audi nera lucida.
I nostri tacchi a spillo da dodici centimetri risuonano all'unisono sul vialetto di ghiaia. Entrambe indossiamo mini abiti di seta che a malapena coprono le natiche – il mio color bordeaux che fa risaltare la mia pelle, il suo nero con paillettes che catturano la luce del sole come diamanti liquidi.
Il rossetto scarlatto sulle mie labbra carnose è identico a quello di Nicole, e i nostri occhi sono incorniciati da ciglia finte lunghe come ventagli e eyeliner nero intenso che ci dà uno sguardo felino e predatore. Nicole mi stringe la mano, le sue unghie laccate di rosso che premono leggermente contro il mio palmo. «Sei pronta, tesoro?» sussurra, il suo profumo di vaniglia e ambra che mi avvolge.
«Prontissima», rispondo con un sorriso malizioso, «e tu?» Lei si avvicina al mio orecchio, i suoi capelli biondi che mi solleticano la guancia: «Io sono già così bagnata che potrei lasciare una scia sul pavimento, e non vedo l'ora di sentire quelle telecamere che riprendono mentre mi scopo tutti quelli là dentro. Dopo, se ti va, andremo a Prada e Gucci con i soldi guadagnati».
Ci prendiamo per mano, le dita intrecciate, e ci dirigiamo verso l'entrata con passo felino. Ad ogni movimento, le nostre micro gonne di tessuto elasticizzato si sollevano rivelando il pizzo nero dei perizomi e la curva perfetta dei nostri glutei sodi. «Peccato non ci sia già una telecamera qui», mormoro, sentendo un brivido di eccitazione percorrermi la spina dorsale, «avremmo potuto dare un'anteprima di ciò che li aspetta».
*** NICOLE***
Marco ci accompagna in una stanza neutra, luci soffuse che danzano sulle nostre curve, e ci spiega tutto con quella voce bassa e sicura che mi fa già pulsare la fica.
«Ragazze, due scene separate, per massimizzare l'intensità. Tu, Nicole, al piano inferiore con Alessandro – un bestione di 1.90, muscoli da dio greco, vene che gli scorrono sulle braccia come fiumi in piena. Il suo cazzo? Lo chiamano 'la trivella': lungo, spesso come un avambraccio, punta violacea che pulsa a ogni battito. Ma sarai tu a dominare, a cavalcarlo come una valchiria selvaggia».
Sento un brivido tra le cosce, la fica che si bagna all'idea di montare quel mostro, controllarlo, farlo gemere sotto di me. Le mie voglie esplodono: voglio sentirlo riempirmi, ma alle mie regole, scopando l'aria con i fianchi mentre le tette ballano.
Poi guarda Francesca: «E tu, dolcezza, al piano superiore con Tyron – un colosso di ebano quasi due metri, spalle larghe il doppio delle tue, addominali cesellati come marmo michelangiolesco. Il suo cazzo... sfida l'immaginazione: turgido, venoso, con palle massicce che pendono pesanti come frutti proibiti. Lui dominerà la scena».
Le stringe la spalla delicata, sussurrandole all'orecchio: «Se qualcosa non va, un gesto della mano e fermiamo tutto. Ti preparerò io, con tanto lubrificante, piano piano, per farti adattare a lui». Ridacchio dentro di me: Povera Fra, sta per essere sfondata, ma io? Io sto per cavalcare una trivella e farla mia. Scendiamo al piano inferiore, io già con il perizoma nero fradicio, pronta a dominare.
*** FRANCESCA ***
Il cuore mi batte forte mentre Marco mi rassicura, la sua mano sulla spalla mi fa formicolare la pelle pallida, lentigginosa.
«Va bene», sussurro. Tyron... quel nome già mi fa bagnare, ma l'idea del suo cazzo enorme mi terrorizza e eccita allo stesso tempo. Le mie voglie sono un misto di curiosità dolce e malizia: non ho mai preso qualcosa di così imponente, ma immagino di sentirmelo spingere dentro, riempirmi fino a farmi gemere «oddio, sì, più fondo».
Salgo al piano superiore, la stanza con un letto matrimoniale e quella testiera di ferro battuto – uguale a quella dei miei genitori, cazzo – che so già batterà forte contro il muro. Marco mi segue, tubetto di lubrificante in mano, occhi che mi spogliano con gentilezza.
«Rilassati, tesoro», mormora, facendomi sdraiare sul letto, le gambe infinite che si aprono piano, il perizoma rosa Victoria’s Secret già umido al centro.
Inizia i preliminari con tocchi lenti, divertenti quasi: «Vediamo questo fiorellino», dice ridendo piano, spostando il perizoma di lato per esporre la mia fica liscia, rosa, gonfia di voglia. Mi bacia l'interno coscia pallido, lingua che traccia linee vellutate fino all'ombelico profondo, facendomi mugolare «mmh... sì, lì...».
Poi versa lubrificante freddo sulle dita, sfregandole per scaldarlo: «Prima una, piano piano». Infila un dito dentro di me, ruotandolo gentile, allargandomi mentre gemo «ah... oddio, è bello... continua».
«Tranquilla tesoro, non mi fermo assolutamente», sussurra Marco, le sue dita continuano a muoversi dentro di me con movimenti circolari e profondi. «Voglio farti venire completamente, così la tua figa rosa e bagnata sarà più ricettiva quando lui ti prenderà. Che ne dici se nel frattempo», aggiunge indicando con un cenno del capo verso Tyron che si avvicina al bordo del letto, il suo membro scuro e massiccio che pende a pochi centimetri dal mio viso, «assaggi il cazzo di Tyron? Guarda come pulsa già per te. E non essere tirchia con quelle labbra carnose - a lui piace molto sentire una lingua calda che gli accarezza e succhia le palle pesanti, facendolo gemere».
Spalanco la bocca, tutta, e accolgo la cappella già lucida di Tyron tra le labbra gonfie. Il sapore salino e liscio della sua pelle scura mi scatena una scintilla di piacere. Lui afferra i miei capelli con mani giganti, dita che sembrano una zappa tra i miei ricciolini biondi, e guida la mia testa con movimenti decisi ma ancora gentili, come se volesse assaporare davvero ogni secondo.
La punta del suo cazzo si fa largo tra le mie labbra e sento il battito sotto la lingua. Prendo fiato e scendo piano, accogliendolo nel palato mentre allargo la gola con uno di quei piccoli conati controllati che avevo imparato a sedici anni, davanti allo specchio, perché volevo essere perfetta, anche nell'osceno.
Sento la carne calda e viva che mi riempie la bocca, la sua mano spinge ancora un po', il glande mi scivola nella gola e io lo accolgo, tossendo leggermente, ma non mollo. Vengo invasa dal profumo speziato del suo corpo, colpi di muschio e sapone nero africano. Le sue palle, enormi come due pesche mature, sono proprio davanti al mio naso e con la mano libera le accarezzo, le lecco, ci passo sopra la lingua mentre continuo a succhiare su e giù come fosse la cosa più naturale della mia vita.
Marco intanto, dietro, non smette: adesso usa due dita, affonda e ruota, sfiora il punto G con un tocco perfetto – spasmo involontario, i miei addominali si serrano e la fica esplode di calore. «Ahhh», gemiti strozzati dalla presenza gigante in gola. Tyron sembra gradire: mormora qualcosa nella sua lingua madre, il che mi eccita ancora di più, sentirmi desiderata come carne appena sfornata.
Marco, adesso che sono già liquefatta, estrae le dita lentissimamente, facendole scivolare fuori insieme a un filo di succo trasparente che bagna le mie cosce vellutate. «Scambiatevi», sussurra lui, e Tyron esegue, lo sento in ginocchio alle mie spalle, la sua mano enorme che sorregge il mio fondoschiena mentre mi sposta lievemente verso il bordo del letto.
Per un attimo sento il suo respiro rovente dietro la mia nuca, poi la testa del suo cazzo, umida e calda, che si appoggia tra le grandi labbra. Lì si ferma. Sento una tensione dolcissima e tremenda crescere, la sensazione che sto per essere riempita come non lo sono mai stata. Devo ammetterlo: ho paura, ma il terrore mi bagna più del piacere stesso.
«Respira», mi dice Marco vicino all'orecchio, e prende la mia mano e la tiene stretta mentre dall'altra mi infila in bocca un po' di saliva, per rilassarmi. Tyron avanza piano, spinge la cappella tra le mie labbra gonfie fino a farle scivolare lungo tutta la fessura, bagna il mio clitoride con il suo fluido denso e io tremo, con la schiena inarcata e i capezzoli duri che graffiano la seta del vestito.
Un movimento piccolo, deciso, la punta entra appena, sento la carne calda e larga farsi strada dentro la mia fica giovane e ben avvezza a misure normali, mai a questa. Spalanco gli occhi, il dolore è uno spillo che si trasforma subito in elettricità, un piacere mostruoso che mi fa urlare «oh cazzo» e ridacchiare isterica mentre Tyron continua a spingere, lentissimo ma implacabile.
La mia figa si dilata, sento ogni vena pulsante e ho paura che mi rompa, davvero, ma dopo il primo centimetro l'anello interno si rilassa e mi arrendo, accogliendolo tutta bagnata e vibrante. Tyron geme, ansima piano mentre mi sussurra all'orecchio strane parole africane che sembrano benedizioni al contrario, oscenità dolci che mi entrano nella testa e mi fanno venire le lacrime agli occhi.
Con uno scatto, mi prende tutta di colpo, il cazzo enorme che sbatte contro l'utero e mi fa urlare di nuovo, stavolta di piacere assoluto, un urlo che Marco si affretta a zittire infilandomi due dita tra le labbra, così le succhio famelica, gemendo come una bestia domata.
Tyron inizia a scoparmi piano, con movimenti lenti e profondi, e ogni affondo mi allarga di più, mi fa sentire viva come mai. «Christ, you're so tight», mormora lui con voce bassa, e io ansimo, incapace di articolare frase.
Le mie mani cercano un appiglio, mi aggrappo alla testiera di ferro che vibra e sbatte contro il muro, le gambe spalancate su lenzuola bianche ormai macchiate del mio succo. «Sei una regina, baby», mi sussurra Marco, mentre filma la scena da sotto, e la sua voce mi fa venire ancora di più.
Sento la testa che gira, la fica che spruzza letteralmente intorno al cazzo di Tyron, le mie cosce che tremano come se fossi all'ultimo chilometro di una maratona. «enjoy for me», ordina lui, e io obbedisco: L’orgasmo cresce, le pareti della vagina si contraggono così forte che lui è costretto a fermarsi, il cazzo che resta impalato mentre io tremo e piango di piacere.
Marco si alza dal letto, sistemandosi i pantaloni scuri con un movimento fluido. «Bene ragazzi, vi lascio soli con il mio aiutante a riprendervi», dice con un sorriso compiaciuto, indicando l'uomo con la telecamera nell'angolo della stanza.
Si passa una mano tra i capelli umidi di sudore, gli occhi ancora lucidi di eccitazione. «Io scendo da Nicole», aggiunge, leccandosi le labbra e lanciandomi un'ultima occhiata prima di dirigersi verso la porta con passo deciso.
*** NOTE ***
Il racconto che avete appena finito di leggere è nato da una richiesta di un utente di A69: mi ha passato una traccia bollente e mi ha chiesto di trasformarla in una storia vera, lunga, senza filtri.
Il 99% è pura invenzione mia, anche se, come sempre, qualche eco del mio vissuto personale scivola tra le righe (chi ha letto gli altri miei racconti lo riconoscerà subito).
Lo stile è quello che ormai conoscete: dettagliato fino all’ossessione, riflessivo quando serve, spudoratamente pornografico quando deve bruciare. Ho lasciato che a parlare fossero loro, Nicole e Francesca, con le loro voci diverse, i loro desideri che si intrecciano, le loro paure che si sciolgono nel piacere. E, come accade ogni volta, quello che doveva essere un capitolo è diventato un piccolo romanzo intero.
Non è una cronaca delle mie notti reali (ahimè), ma è comunque un pezzo di me: la mia ossessione per i corpi, per le parole crude che diventano carezze, per la libertà sessuale senza vergogna né rimpianti.
Adesso tocca a voi.
Voglio commenti lunghi, sinceri, carichi di desiderio. Ditemi cosa vi ha fatto tremare, cosa vi ha fatto bagnare o indurire, cosa vorreste leggere nel prossimo capitolo o nel prossimo romanzo. Proposte audaci, scene che sognate, dettagli che vi manca vedere. Io leggo tutto, rispondo a tutto, e spesso prendo spunto.
Aspetto le vostre parole… possibilmente altrettanto sporche e sincere delle mie.
Se poi siete delle fanciulle disinibite e avventurose, scrivetemi e ci conosceremo, magari creando qualche avventura pazzerella in qualche club di Bologna o altrove.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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